LA BUONA SCUOLA PER CHI?

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Creato Mercoledì, 25 Marzo 2015 Scritto da Fulvio Rubino

LA BUONA SCUOLA PER CHI?

Tutti, con le opportune distinzioni di ruoli, quando ci si accinge a dover emettere, commentare, criticare un nuova legge dovremmo avere dei punti di riferimento fissi “su cui” e “con cui” misurare le nostre idee. La possibilità di non avere tali punti fissi appartiene alle sciagurata circostanza che la nostra società non abbia un orizzonte verso cui tendere, un futuro verso cui operare, uno scopo da realizzare. Su queste basi si dovrebbe poggiare un operato focalizzato sulla “ragionevolezza”. Tale ragionevolezza non è un elemento di moderazione perché essa ci obbliga a porci sempre le domande e, quindi, trovare le risposte, a quesiti importanti come “per chi lo facciamo”, “quali negatività comportano ciò che vogliamo fare, “quanti beneficiano delle nostre azioni e quanti no”. Domande, cioè, che cercano di dare risposte ad una vecchia e mai risolta questione morale: uguaglianza ed equità nella società.
Uguaglianza ed equità erano ben conosciute dai nostri padri costituenti. Essi cercarono di consegnare alle generazioni future della nostra nazione, non una serie di intenti, non una serie di principi su cui costruire una nazione, ma un patrimonio di idee costruite con la ragionevolezza dei “buon padri di famiglia” su quella che era la situazione sociale, storica, culturale ed economica del nostro giovane Paese.

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Nella scuola si aggira un cattivo profumo

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Creato Martedì, 04 Settembre 2012 Scritto da Filippo Ottone

Nella scuola si aggira un cattivo profumo e manca pure la raccolta differenziata.

 

La selezione per accedere al percorso di abilitazione, con la vicenda dei quiz sbagliati, e l’annuncio del nuovo concorso per assumere a tempo indeterminato docenti e personale amministrativo, sono stati accompagnati da dichiarazioni e atti che denunciano lo stato confusionale non solo di un altro “tecnico” del governo ma anche delle forze politiche che dovrebbero fare opposizione o quanto meno essere critiche.

Le misure adottate ne hanno oscurato altre che riguardano l’università e che tendono a riconfermare il meccanismo medievale della cooptazione per l’assunzione della maggioranza dei docenti.

Se si parte dal principio decurtisiano ( Totò) che è la somma che fa il totale, si deve constatare che nei provvedimenti per le assunzioni sono presenti principi sballati che di volta in volta sono emersi nella politica scolastica degli ultimi 30 anni.

Anche in questa vicenda lo schieramento riformatore evidenzia oltre alla mancanza di un progetto complessivo di riforma dell’istruzione, anche una sensibile perdita di competenze specifiche.

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Analisi della valutazione. Le "classifiche" degli Atenei

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Creato Mercoledì, 14 Settembre 2011 Scritto da Maria Rosaria Marella

(da menodizero.eu)

Frustrazione e politica

La questione "valutazione" mi mette a disagio. Mi turba la convinzione che le classifiche di atenei e facoltà che ogni santo luglio ci vengono propinate da Repubblica, Sole 24ore, ecc. utilizzano parametri che chi fa l'università mai eleggerebbe a indicatori di qualità. Mi angoscia la consapevolezza che l'operazione di mistificazione che la retorica del merito mette in atto resta immune ad ogni tentativo di "controinformazione". La lettura di documenti come quello dell'ANVUR, dedicato a «Criteri e parametri di valutazione dei candidati e dei commissari dell'abilitazione scientifica nazionale», così pieno di competizione, internazionalizzazione, capacità di attrarre fondi esterni - concetti vuoti, manipolabili, ovvero del tutto estranei all'idea di ricerca che in molti condividiamo, crea in me un senso di profondo disorientamento.

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