Senza presente e senza futuro

Valutazione attuale:  / 1
Creato Giovedì, 16 Luglio 2015

Senza presente e senza futuro

Pubblicato su "il Manifesto"

 

La suocera avrà capito le implicazioni dell’accordo raggiunto al vertice europeo di domenica tra Grecia e Germania? Le suocere in verità sono molte, l’Italia, la Francia, la Spagna, il Portogallo e tutti i paesi in cui vi è chi ancora immagina uno spazio politico ed economico per risolvere la crisi politica ed economica, crisi istituzionale e di struttura, crisi di strategia che attraversa l’intero continente. La Grecia non è solo un esperimento di politiche ordoliberiste. È la politica economica tedesca imposta a tutti gli Stati, e nessuno immagini di poter trovare margini di flessibilità nei vincoli dei Trattati. In Europa c’è solo una politica. Le tesi del non stupido ministro delle finanze tedesco, rivolgendosi a Draghi, valgono più di qualsiasi altro documento sottoscritto dagli Stati.

Questa è l’Europa. Molti sono stati sorpresi. Non noi, lo abbiamo scritto; anche se al peggio non vi è limite. Era difficile per alcuni credere che la Germania potesse arrivare a tanto, ma la sfida di Mitterrand di contenere lo strapotere tedesco è stata perduta. La Francia di oggi è il fantasma della Francia di allora. Occorre prenderne atto, questa è l’Europa germanica, una sorta di dittatura economica ordoliberista. Sarebbe tempo, per chi crede nei progetti alti della politica, rimboccarsi le maniche e cominciare a costruire un fronte democratico. Altro che destra-sinistra. In gioco non era solo la sinistra greca, piuttosto l’idea di Europa dei padri fondatori. La Grecia non poteva fare di più e, probabilmente, non poteva ottenere di più. Ha osato, da sola; la borsa o la vita. Davanti a questo quesito ci teniamo stretta la vita. Difficile criticare Tsipras ed i greci. Il piano B non era stato predisposto, e Varoufakis si era dimesso nella notte del No!. Al loro posto, in mancanza di un piano B, avremmo fatto domenica una scelta diversa? Chi lo pensa, dovrebbe immaginare la riunione di domenica e sentire il peso (immenso) di quello che stava accadendo. Non vi è dubbio, un piano B era indispensabile. Piuttosto ora però si vada da Renzi e si chieda conto della sua ininfluenza e del tempo che ha fatto perdere a tutta l’Europa con il suo inutile semestre.

Leggi tutto: Senza presente e senza futuro

La troika e i diritti umani

Valutazione attuale:  / 1
Creato Lunedì, 04 Maggio 2015

 

La Repubblica, 4 maggio 2015

La gestione delle crisi nell'Unione Europea ha condotto a massicce violazioni di diritti umani. Inoltre il modo in cui le crisi sono state gestite ha esposto una serie di buchi neri quando si tratta di individuare le responsabilità per la violazione di diritti umani".
Lo ha scritto di recente una giurista del Centro per lo Studio dei Diritti umani della London School of Economics, Margot E. Salomon. Il suo saggio è uno dei più approfonditi finora apparsi sul tema, dopo quello del 2014 di Andreas Fischer-Lescano, docente a Brema ("Diritti umani ai tempi delle politiche di austerità"). I tagli a sanità, pensioni, stipendi, diritti del lavoro, istruzione, servizi pubblici imposti da Commissione Europea, Fmi e Bce a Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Italia e altri paesi hanno inflitto gravi privazioni a milioni di persone.
È sempre più evidente che le istituzioni Ue e il Fmi non avevano il diritto di compiere azioni del genere. Non soltanto: si può sostenere che compiendole hanno violato dozzine di articoli di patti, trattati, carte e convenzioni sottoscritti da esse medesime, a cominciare dal Trattato fondativo dell'Unione. Vediamo qualche caso.

Leggi tutto: La troika e i diritti umani

Job Act

Valutazione attuale:  / 4
Creato Domenica, 12 Gennaio 2014 Scritto da Roberto Roman

JOBS ACT/ 1

Torna la politica economica


Roberto Romano

 Pubblicato su "Il Manifesto" del 11/01/2014


Non ho la più pallida idea di cosa si cela dietro il Job Act di Renzi, ma combinare politica industriale, welfare state e funzionamento della macchina pubblica,è una innovazione importante. Il piano del lavoro e il libro bianco della Cgil sono più organici e completi, per il numero delle persone coinvolte e il tempo trascorso per svilupparlo, ma la novità del Job Act è evidente. Nel bene e nel male si configura la necessità di una politica economica. Poi la politica economica può assumere diverse declinazioni,ma almeno è ricomparsa tra le ombre della politica italiana.

Leggi tutto: Job Act

Gli zombi dell’austerità

Valutazione attuale:  / 1
Creato Martedì, 03 Giugno 2014 Scritto da Roberto Romano

Gli zombi dell’austerità

di -  Roberto Romano, da Il Manifesto - 2.6.2014


Europa. Il risultato elettorale non ha scosso Bruxelles. E' ricomparso il commissario Olly Rehn, con i suoi voti, la sua bacchetta magica, il pareggio di bilancio, le riforme strutturali, il debito pubblico.

Le elezioni europee non hanno consegnato una maggioranza chiara, ma hanno bocciato le politiche di austerità. Servirebbero investimenti per progettare la terza rivoluzione industriale; avremmo bisogno di “servitori dell’Europa”, di dirigenti e politici capaci di pensare ai nipotini di Keynes. Invece è ricomparso il Commissario Olly Rehn, con i suoi voti, la sua bacchetta magica, il pareggio di bilancio, le riforme strutturali, il debito pubblico.
L’appuntamento era segnato nell’agenda, ma Olly Rehn è il fidanzato che non vorresti più vedere, petulante e fastidioso come certi personaggi delle commedie di Carlo Verdone. Non mancano le raccomandazioni. Alcune sono esplicite ed altre in chiaro scuro.

Leggi tutto: Gli zombi dell’austerità

Il divorzio tra economia pubblica e politica economica

Valutazione attuale:  / 2
Creato Giovedì, 14 Novembre 2013

 

Regole, leggi, consuetudini e buon senso hanno abbandonato la politica e le sue istituzioni. Solo per memoria ricordo che la Legge di Stabilità non dovrebbe trattare norme di delega, di carattere ordinamentale e misure di natura localistica e microsettoriale; nonostante il vincolo legislativo, il governo ha proposto una legge di stabilità "precaria" e polverizzata in tante misure quante sono le policy da soddisfare, alimentando gli appetiti dei deputati che possono, tra le pieghe della stessa legge di stabilità, trovare il loro momento di gloria. Molti emendamenti saranno esclusi dalla discussione in aula per manifesta incompatibilità con la legge di bilancio, ma rimane il nodo irrisolto della politica economica pubblica e del suo ruolo nell'ambito della politica economica generale del paese.

Leggi tutto: Il divorzio tra economia pubblica e politica economica

Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia.
Templates Joomla 1.7 by Wordpress themes free