Francia, protesta contro riforma lavoro cresce e governo si spacca

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Creato Giovedì, 26 Maggio 2016

Premier smentisce ministro Economia su possibili modifiche

 


Parigi, 26 mag. (askanews) - In Francia la mobilitazione contro la legge di riforma del lavoro, in corso ormai da due mesi mezzo, non mostra alcun segnale di stanchezza anzi, se possibile, ha preso maggior vigore e intaccato in modo più evidente la compattezza del governo socialista, all' interno del quale si moltiplicano i distinguo.
Penuria di carburante, blocco delle centrali nucleari, traffico stradale in difficoltà, attività portuale al rallentatore, voli cancellati: la protesta è salita di tono nel fine settimana con la discesa in campo dei dipendenti dei siti petroliferi e nucleari e le con difficoltà crescenti per l'approvvigionamento di carburante. Tutto amplificato dalla presenza, all' orizzonte, degli Europei di calcio, che inizieranno il 10 giugno e che galvanizzano la Cgt, il principale sindacato francese, e il suo segretario generale, Philippe Martinezm, che guida la protesta nazionale.

Così la maggioranza di governo perde giorno dopo giorno di compattezza: il premier socialista Manuel Valls ha ribadito ancora una volta questa mattina su Bmftv quanto affermato ieri in Assemblea nazionale: "Non toccheremo l' articolo 2" della legge El Khomri. Per Valls "è fuori questione cambiare il quadro" del testo di legge, anche se "si possono ancora apportare modifiche e migliorie". Affermazioni che confliggono con le aperture espresse dal ministro dell' Economia, Michel Sapin, che poco prima aveva detto che "forse" si sarebbe potuto toccare questo articolo, pur escludendo di "rimetterne in causa il principio".
Sull' articolo 2 della legge El Khomri, dal nome della ministra del Lavoro che l' ha firmata, si concentra gran parte del malcontento dei lavoratori francesi. Esso prevede una inversione della gerarchia delle norme poiché nei termini attuali sancisce il "primato dell' accordo aziendale in materia di orario di lavoro" sul contratto di categoria.
Secondo un sondaggio Ifop diffuso oggi su Rtl, sei francesi su dieci ritengono che le proteste contro la legge sul lavoro siano "giustificate". Il progetto potrebbe diventare legge entro giugno. Intanto il premier Valls ha convocato per sabato i lavoratori del settore petrolifero, che bloccano sei delle otto raffinerie francesi mettendo a rischio i rifornimenti di benzina.
(fonte afp)

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