La Sinistra si confronterà a partire dal lavoro

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Creato Giovedì, 24 Ottobre 2013 Scritto da Cesare Salvi, Gian Paolo Patta

 

POLITICA: SABATO A MILANO LA SINISTRA SI CONFRONTERÀ A PARTIRE DAL LAVORO

 

Presso la Cgil Lombardia, a partire dalle 10.30, si terrà un'assemblea nazionale di lavoratrici e lavoratori del pubblico e del privato.

A seguire dibattito con Corradino Mineo, Gennaro Migliore, Claudio Grassi, Cesare Procaccini, Onorio Rosati, Mirco Rota, Nicola Nicolosi e Cesare Salvi

Il 26 ottobre 2013 a Milano il Movimento per il Partito del  Lavoro organizza un confronto tra lavoratori di numerosi posti di lavoro ed esponenti delle formazioni della sinistra italiana (presso la Cgil Lombardia, in Viale Marelli 497 a Sesto San Giovanni).

 Il tema del confronto è particolarmente serio e potremmo riassumerlo in due domande:

quale Repubblica ci sarà alla fine di questa grave crisi politica ed economica?

La Costituzione italiana sarà ancora condivisa a livello di massa nel suo impianto fondamentale o la sua crisi diventerà strutturale?


Il grande tema dell'assetto politico, economico e costituzionale del nostro Paese intreccia inevitabilmente la questione del lavoro nella crisi economica e politica, del suo ruolo nella società italiana.
I lavoratori che sono stati protagonisti della nascita dei partiti di massa, della conquista del suffragio universale, della Resistenza e della nascita della Repubblica, di una Costituzione largamente sociale, non possono assistere senza reagire alla conclusione generale delle loro conquiste. E le forze politiche della sinistra, sempre più residuali, non possono pensare che sia possibile salvare la Repubblica e il suo modello sociale, economico e politico sancito dalla Costituzione senza riportare all'impegno politico i lavoratori italiani.
Queste le osservazioni e gli interrogativi alla base dell'assemblea di Milano che contiene, forse per la mia volta da tanti anni, un messaggio nuovo: ripartire dal lavoro. Ripartire dall'impegno dei lavoratori in prima persona, da quei lavoratori che individualmente non contano niente e che solamente quando si organizzano e confliggono, a condizione di perseguire un proprio modello di società, diventano una classe che può ambire a cambiare la realtà e a dirigere una formazione sociale.

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