Facciamoci contagiare dal virus

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Scritto da Gian Paolo Patta

Syriza ha saputo rappresentare una parte rilevante del popolo greco assumendo aspettative generali

La grande vittoria di Tsipras: facciamoci contagiare dal virus

Rinasce il protagonismo di una sinistra data per marginale e relegata a un ruolo di testimonianza e di protesta, ininfluente sul corso reale della storia



La schiacciante vittoria di Tsipras muta l'agenda del confronto a livello europeo e le caratteristiche di coloro che ne sono protagonisti. Si riapre la possibilità di rinegoziare gli accordi alla base del fiscal compact e di rilanciare una politica di sviluppo dopo tanti anni di stagnazione e recessione. La Grecia in questa partita diventa la punta avanzata dei paesi in maggiore difficoltà, tra i quali l’Italia.

Rinasce il protagonismo di una sinistra ormai data per marginale e relegata a un ruolo di testimonianza e di protesta, ininfluente sul corso reale della storia.

 

Syriza con Tsipras ha saputo organizzare e rappresentare parte rilevante del popolo greco assumendo contemporaneamente aspettative generali e sociali.

Syriza ha potuto fare questo perché ha saputo valorizzare l’intero patrimonio storico della sinistra greca abbandonato dal Pasok e si è radicata nella società.

Prove terribili attendono la Grecia e le prime scelte nella composizione del governo fanno intendere quali siano i timori di Syriza, quanto sarà complicata la trattativa con l’UE e quanto sarà difficile praticare una politica sociale più equa di quella tremenda praticata negli anni della austerità. Banche e mercati stanno dando i primi messaggi. In Italia dobbiamo batterci perché davvero (e non, come al solito, solo per finta) il governo Renzi-Berlusconi sostenga la Grecia: è nell’interesse dell’Italia e dell’Europa.

Ma soprattutto la sinistra italiana può decidere di non scomparire nella marginalità e nell’impotenza. Forse il virus greco (dopo il sostegno positivo alle Europee) sta arrivando dalle nostre parti.

Nelle ultime settimane, infatti, si è conclusa positivamente la prima parte della storia di 'L’altra Europa con Tsipras', che ha lanciato la proposta di unire sinistra politica e sociale in un processo costituente, il nuovo soggetto della sinistra italiana, rinunciando a trasformarsi in un partitino; Sel ha lanciato a sua volta la proposta di un coordinamento della sinistra senza chiusure aprioristiche; Sergio Cofferati è uscito dal Pd sbattendo la porta e gettando pesanti ombre sulla natura di quel partito.

La Cgil e la Uil con lo sciopero generale (per la prima volta nella storia contro un premier del partito storico di riferimento della maggioranza di questi sindacati) hanno reso esplicita la rottura del Pd con il suo popolo tradizionale. Rottura clamorosamente confermata dalla massiccia astensione alle Regionali dell’Emilia Romagna.

Renzi governa con Berlusconi e la sinistra del Pd ancora non tira le somme: il Pd è ormai un partito di centro che guarda a destra.

Esistono le condizioni “oggettive” perché anche in Italia la sinistra si ricongiunga con il popolo dei lavoratori, dei precari e dei pensionati. Purtroppo non sono in campo con una forza adeguata i giovani che hanno rivoluzionato le sinistre in particolare in Grecia e in Spagna.

Tocca dunque, sperando che i giovani diventino presto protagonisti (ci sono in politica e nel sociale), alla attuale stanca e logora sinistra italiana dare prova di responsabilità: non chiudere la propria storia nelle macerie.

Ci sono pochi mesi per avviare un processo di unità a sinistra. Le intenzioni di Renzi (in calo di popolarità) sono chiare: andare alle elezioni politiche al massimo nel 2016.

Abbiamo pochi mesi per evitare di presentarci ad esse con soluzioni improvvisate all’ultimo momento, che gli elettori hanno sempre punito perché non credibili.

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