Le primarie spaccano la Fds

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Le primarie spaccano la Fds

Tratto da l'Unità del 04 novembre 2012 - Simone Collini

La Federazione della sinistra si spacca sulle primarie e su come andare alle elezioni del 2013. Rifondazione comunista dice no a qualunque ipotesi di accordo col centrosinistra perché, spiega Paolo Ferrero, «si deve andare al voto sulla base di un indirizzo politico che rovesci le politiche che hanno prodotto la crisi e che ora la stanno aggravando, mentre nella carta d'intenti dei progressisti si dice che gli accordi internazionali, compreso il Fiscal compact, vanno rispettati».
Il segretario del Prc si trova però isolato nel corso della discussione avviata al consiglio nazionale della Fds. Il leader del Pdci Oliviero Diliberto, Cesare Salvi per Socialismo 2000 e Gian Paolo Patta per Lavoro-Solidarietà chiedono infatti di avviare un confronto con il centrosinistra in vista delle prossime elezioni. E, come primo passo, spingono per partecipare alla sfida ai gazebo del 25 novembre.

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Federazione della sinistra divisa

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Dichiarazione di GIAN PAOLO PATTA,
Coordinamento nazionale del Movimento politico per il Partito del Lavoro

POLITICA: FEDERAZIONE DELLA SINISTRA DIVISA, OGNUNO PROSEGUIRA' IN AUTONOMIA

Il centrosinistra è un argine contro l'implosione del sistema politico

E' in corso a Roma la riunione del Consiglio nazionale della Federazione della Sinistra. Gian Paolo Patta ha tra l'altro dichiarato:

"L'implosione del sistema dei partiti della seconda Repubblica può essere accompagnato da una crisi della idea stessa di politica e quindi della democrazia. Occorre costruire un argine con la più ampia coalizione di centrosinistra.

Tutti i risultati elettorali degli ultimi anni ci dicono che il popolo della sinistra penalizza le divisioni: così è stato per la Sinistra Arcobaleno, così è stato nelle recenti elezioni siciliane. Divisi sia la sinistra radicale che il Pd vengono puniti dall'elettorato.

Prendo atto che la Federazione della Sinistra è divisa sulle prossime scadenze elettorali: il Prc ritiene di non fare alleanze con il Pd.

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FDS. E' l'ora delle scelte

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La Federazione della Sinistra a un bivio: è l’ora delle scelte

 

Con l'ultima direzione nazionale del Pd è iniziato il percorso che definirà, prima della pausa estiva, come le forze politiche si presenteranno alle prossime elezioni. In realtà le scelte nettamente definite dal Pd sono state solamente due: la candidatura di Bersani nelle primarie e i tempi stretti indicati per decidere sulla legge elettorale. L'incertezza sulla legge elettorale trascina quella sulle alleanze e di conseguenza sui programmi che si confronteranno.

Quello indicato dal Pd è un percorso tortuoso che rispecchia una complessa mediazione tra le correnti di quel partito e non risponde pienamente alle esigenze della parte popolare di questo paese.

Ci sarebbe infatti bisogno di:

  • anticipare le elezioni politiche a ottobre staccando la spina ad un governo d'emergenza di cui non si comprende più la necessità e che opera con una maggioranza di centro-destra;
  • costruire uno schieramento di centro-sinistra con un programma che abbia lo stesso segno di quello assunto dalle forze di sinistra che hanno vinto le elezioni in Francia;
  • favorire la riorganizzazione di un centro-destra democratico che superi quello populista di Berlusconi e Bossi, che condivida il rispetto della Costituzione e in alternativa al quale competere per il governo del paese.

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Uscire dalla autosufficienza, unire la sinistra

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Il documento presentato da Gian Paolo Patta e Cesare Salvi al Cpn della Fds il 1° luglio 2012

 “Uscire dalla autosufficienza, unire la sinistra,  preparare il programma del centrosinistra”

 

 

Le politiche imposte dalla destra europea, guidata dalla cancelliera Merkel, e dalle tecnocrazie internazionali stanno aggravando in modo drammatico la crisi europea. L’Italia deve diventare protagonista di un’azione politica per uscire da questa intollerabile situazione, sociale, economica e anche finanziaria. Il governo Monti si è fatto portatore delle politiche della destra, con provvedimenti antisociali, che oltretutto hanno ulteriormente aggravato la crisi finanziaria italiana. Va ribadito pertanto il giudizio fortemente negativo e la netta opposizione al governo Monti.

Crescono nel paese disaffezione, scontento, e persino rifiuto nei confronti dell’intero sistema politico. L’astensionismo, il voto a 5 Stelle, la dispersione dei suffragi, che si è manifestata in modo clamoroso nelle recenti elezioni amministrative, e che è confermata da tutti i sondaggi, sta determinando un inquietante scollamento tra un numero crescente di cittadini e le stesse istituzioni democratiche.

Di fronte a questi dati, la Federazione della Sinistra si mostra inadeguata a dare risposte persuasive. Alle elezioni amministrative, pur di fronte a sconvolgimenti così profondi, vi è stata solo una tenuta dei consensi, a differenza di quanto accaduto nelle recenti elezioni in diversi paesi europei. La bella manifestazione del 12 maggio, da noi fortemente voluta, avrebbe dovuto, e ancora potrebbe, essere l‘occasione per un rilancio della Federazione.

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Ultima chiamata per la sinistra.

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Ultima chiamata per la sinistra. (In piazza il 12 maggio con la FdS)        

  

La devastante Crisi ( sistemica) esplosa negli Stati Uniti nel 2007, causa scelte politiche che risalgono molto addietro nel tempo e le pluriennali ed infinite diavolerie finanziarie tra cui i mutui subprime, e'  arrivata ad un passo dal causare la deflagrazione di tutte le grandi istituzioni finanziarie, private e monopoliste USA nell'estate del 2008.

               L'intervento sofferto e dopo infiniti balbettii del Tesoro USA, sulla spinta s di Timoty Geithner della Fed di New York,  che di li' a poco diverrà Segretario al Tesoro di Barack Obama ha evitato lo sconquasso di tutte le grandi banche private USA, e con esse  delle 2 grandi assicurazioni federali.  Banche che rispondono ai nomi di Goldman & Sachs, Morgan Stanley, Morgan Guarantee, Merryl & Linch, Bank ok America ecc..;  tutte direttamente o indirettamente controllanti o coordinatamente collegate a quei Fondi Pensione e a quelle Agenzie di rating, che costituiscono la punta de l'iceberg del pluricollaudato sistema, monopolista e liberista, che tiene in scacco gli Stati sovrani e con essi deprime progressivamente, da circa un quarantennio, la democrazia ed i diritti di libertà e sociali ereditati dal Novecento.  

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