QUANDO LA POLITICA SCEGLIE LA ROTTURA SOCIALE

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ll conflitto tra mondo del lavoro e il presidente del consiglio Matteo Renzi sta assumendo caratteristiche generali. Non è più al centro del conflitto questo o quel punto delle politiche del governo: a Renzi viene ormai attribuita una scelta di campo: i lavoratori lo percepiscono schierato con il padronato.
Il mutamento radicale di giudizio è maturato da quando il governo ha messo mano a uno dei pilastri della civiltà del lavoro: lo statuto dei diritti dei lavoratori.
Statuto approvato, con l’astensione del Partito Comunista Italiano, da uno dei governi del centro-sinistra degli anni 60, a guida Dc-Psi. Governi che, sotto la pressione di un forte movimento dei lavoratori, vararono alcune importanti riforme sociali.
Quando la parola “riforma” significava miglioramento per le classi sociali più deboli e non il suo contrario come negli anni ’90 e 2000.
La rottura di Matteo Renzi appare sempre più con quella parte positiva della storia del Novecento che portò, per la prima volta nella storia dell’umanità, le classi subalterne a pesare politicamente (il suffragio universale arrivò solo con la Costituzione repubblicana dopo la Resistenza) e a modificare a loro favore gli equilibri economici e sociali. E accadde grazie a organizzazioni di massa, partiti e sindacati che esplicitamente si fondavano sull’organizzazione e sulla rappresentanza del lavoro (in coerenza con la Costituzione nella quale si riconoscevano).
Matteo Renzi, al di là della sua politica zigzagante (mettendo nel conto anche gli 80 euro e la tassazione delle rendite finanziarie) procede speditamente contro i residui dei partiti di massa, compreso il suo Pd, scegliendo come interlocutrici privilegiate le elites politiche ed economiche e attaccando quotidianamente i cosiddetti “corpi intermedi” che tende ad eliminare in quanto soggetti generali, sia non riconoscendo loro alcuna interlocuzione reale sia minando la loro capacità organizzativa (pensiamo all’offensiva sui permessi e sui distacchi sindacali e contro i patronati).
  La grande manifestazione della Cgil ha reso esplicito davanti al paese il contrasto politico tra lavoratori e Governo. Da allora non solo il conflitto si va estendendo – lo testimoniano i conflitti quotidiani che coinvolgono direttamente lo stesso presidente del Consiglio e la grande manifestazione unitaria dei lavoratori della Pubblica Amministrazione mentre si preparano il grande sciopero della Fiom e quello generale della Cgil - ma tutto il paese discute apertamente del vuoto politico rappresentato dall’assenza di un partito politico espressione dei lavoratori.

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Verso la svolta autoritaria

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L'appello - Tratto dal sito "Libertà e Giustizia"

Stiamo assistendo impotenti al progetto di stravolgere la nostra Costituzione da parte di un Parlamento esplicitamente delegittimato dalla sentenza della Corte costituzionale n.1 del 2014, per creare un sistema autoritario che dà al Presidente del Consiglio poteri padronali.
Con la prospettiva di un monocameralismo e la semplificazione accentratrice dell’ordine amministrativo, l’Italia di Matteo Renzi e di Silvio Berlusconi cambia faccia mentre la stampa, i partiti e i cittadini stanno attoniti (o accondiscendenti)  a guardare. La responsabilità del Pd è enorme poiché sta consentendo l’attuazione del piano che era di Berlusconi, un piano persistentemente osteggiato in passato a parole e ora in sordina accolto.
Il fatto che non sia Berlusconi ma il leader del Pd a prendere in mano il testimone della svolta autoritaria è ancora più grave perché neutralizza l’opinione di opposizione. Bisogna fermare subito questo progetto, e farlo con la stessa determinazione con la quale si riuscì a fermarlo quando Berlusconi lo ispirava. Non è l’appartenenza a un partito che vale a rendere giusto ciò che è sbagliato.

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La Sinistra si confronterà a partire dal lavoro

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POLITICA: SABATO A MILANO LA SINISTRA SI CONFRONTERÀ A PARTIRE DAL LAVORO

 

Presso la Cgil Lombardia, a partire dalle 10.30, si terrà un'assemblea nazionale di lavoratrici e lavoratori del pubblico e del privato.

A seguire dibattito con Corradino Mineo, Gennaro Migliore, Claudio Grassi, Cesare Procaccini, Onorio Rosati, Mirco Rota, Nicola Nicolosi e Cesare Salvi

Il 26 ottobre 2013 a Milano il Movimento per il Partito del  Lavoro organizza un confronto tra lavoratori di numerosi posti di lavoro ed esponenti delle formazioni della sinistra italiana (presso la Cgil Lombardia, in Viale Marelli 497 a Sesto San Giovanni).

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PAOLA MORANDIN CAPOLISTA ALLE EUROPEE

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PAOLA MORANDIN CAPOLISTA ALLE EUROPEE

PER " L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS "

 

Paola Morandin- Rsu Electrolux di Susegana


Grande soddisfazione per la scelta di candidare Paola Morandin come capolista della lista l'Altra Europa con Tsipras. Dalla Rsu della Electrolux di Susegana Paola ha svolto e svolge un ruolo di protagonista contro le pretese della multinazionale di considerare i diritti dei lavoratori una variabile dipendente dal saggio di profitto.

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Verso, la prima ASSEMBLEA DEI LAVORATORI

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Primi materiali preparatori della assemblea dei lavoratori del 26 ottobre 2013.

 

 

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