La bancarotta del capitale e la nuova società

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La bancarotta del capitale e la nuova società. Nel laboratorio di Marx per uscire dalla crisi

PAOLO CIOFI

 

La crisi finanziaria è la manifestazione drammatica della crisi di un’intera civiltà, l’esito dell’insostenibilità – antropologica, sociale, ambientale – di un modo di produzione ormai declinante, che considera gli esseri umani una pura variabile del capitale globale. Torna all’attenzione la proprietà capitalista, il presupposto tacito dato per scontato, che ha elevato una ristretta cerchia di proprietari universali al rango di una onnipotente entità sovrastante, gli insindacabili «mercati» cui tutti debbono inchinarsi. Compresi gli Stati dell’Europa, dove risorgono vecchie tentazioni egemoniche e pericolosi nazionalismi. Come se ne esce? Non c’è prospettiva di un reale cambiamento senza la lotta per una civiltà più avanzata, in cui l’economia sia al servizio dell’uomo e non viceversa. La Costituzione della Repubblica italiana, che fonda sul lavoro le premesse dell’uguaglianza e della libertà, apre le porte a una società di tipo nuovo cui anche i movimenti per i beni comuni alludono.

 

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