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Codice tributo 1655: che cos’è e come si utilizza

Come ben ricorderete, nel 2014, l’allora governo Renzi ha introdotto il bonus omonimo, ovvero l’erogazione dei famosi 80 euro a tutti i lavoratori dipendenti. Dal 1° luglio 2020, il bonus è stato aumentato a 100 Euro, decretando anche l’aumento dei beneficiari, da 11 milioni di lavoratori a 16 milioni. Il bonus viene percepito da tutta quella fascia di contribuenti con un reddito compreso fra gli €8.174,00 e i €40.000,00. Cambia solo il metodo di erogazione: fino a 28.000 euro, il bonus sarà versato direttamente in busta paga; da 28.001,00 euro in poi gli aventi diritto usufruiranno di una detrazione.
In realtà, anche chi dovrebbe usufruire per diritto alla detrazione, riceve il bonus in busta paga perché è il datore di lavoro ad anticiparlo. In questo caso, il capo dell’azienda, anticipando il bonus ai suoi collaboratori, agisce come sostituto d’imposta.
L’erogazione del bonus va segnalata nella dichiarazione dei redditi ed ecco che entra in gioco il codice di tributo 1655.

Cos’è il Codice tributo 1655

Il codice viene generato dall’Agenzia delle Entrate con lo scopo di indicare nel Modello F24 l’anticipo del credito Irpef versato per un singolo lavoratore dipendente da parte del datore di lavoro.
Così facendo, il datore di lavoro può recuperare il bonus anticipato grazie alla compensazione delle somme a debito proprie del Modello F24.

Dove e come inserire il Codice tributo 1655

Partiamo da un esempio pratico. Può succedere che un’impresa abbia versato una somma più elevata rispetto a quella che invece ha per diritto. In questo caso, è necessario ricorrere al ravvedimento operoso, regolato dal D.Lgs. n. 472/1997. Ossia, utilizzando il codice 1655, si recupera il credito che i soggetti, siano essi privati o pubblici, hanno maturato per aver anticipato il bonus ai lavoratori dipendenti.
Come abbiamo già avuto modo di dire, il Codice tributo 1655 deve essere indicato nel Modello F24, più specificatamente nella sezione “Erario” e nella colonna “a credito”.
Durante la compilazione del documento è di fondamentale importanza specificare:

  • il Codice tributo 1655;
  • il mese nel quale sono state versate le cifre da recuperare;
  • l’anno durante il quale è stato effettuato il versamento;
  • l’importo complessivo

Bonus Renzi: le novità introdotte nel 2020

Nel 2020, con il nuovo Decreto fiscale, sono state introdotte una serie di novità riguardo la compensazione dei crediti tramite F24.
All’articolo 3 del Decreto vengono introdotte regole di una certa rilevanza riguardo il recupero del bonus:

  • la compensazione tramite Modello F24 dei crediti riferiti alle imposte sui redditi 2019 e superiori ad un importo di 5.000 euro, richiede la presentazione della dichiarazione dei redditi, oltre il visto di conformità;
  • il Modello F24 può essere presentato solamente attraverso i servizi telematici propri dell’Agenzia delle Entrate, anche nel caso di recupero dei versamenti anticipati ai lavoratori dipendenti, come nel caso del quale stiamo parlando.

Tali disposizioni sono entrate in vigore dal 29 dicembre 2019. Infatti, il D.L. n. 124/2019 è stato approvato il 27 ottobre dello stesso anno e, considerando che lo Statuto per i diritti del contribuente concede 60 giorni di tempo ai cittadini per adeguarsi, di conseguenza da fine dicembre 2019, le imprese, le aziende e i professionisti che ogni mese utilizzano il Modello F24 per pagare contributi e ritenute fiscali ai propri lavoratori dipendenti, dovranno affidarsi a specialisti del settore e commercialisti perché non potranno più usare autonomamente il servizio home banking.

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