Come aprire un’azienda agricola: tutto quello che c’è da sapere

Negli ultimi mesi, complice anche la pandemia da Coronavirus, il numero delle persone che decidono di lasciare la città per trasferirsi in campagna è notevolmente aumentato. Pur essendo un lavoro antico, il mestiere dell’agricoltore è probabilmente l’unico (insieme a quello dell’allevatore) che non ha subìto danni con l’avvento della tecnologia.

Per poter intraprendere un mestiere simile non è indispensabile nascere da una famiglia di agricoltori basta solo la buona volontà di imparare; è comunque consigliabile, prima di avviare un’attività simile, fare dell’esperienza presso un’altra azienda agricola in modo tale da apprendere più velocemente i segreti di questo mestiere. Aprire un’azienda agricola non è complicato e, dal punto di vista burocratico, non è molto diverso dal costituire una società.

Scopriamo, dunque, come aprire un’azienda agricola e quali sono i costi da sostenere.

Quale documentazione serve per aprire una azienda agricola?

Come per ogni attività nuova che si apre, anche per una azienda agricola è necessario presentare una specifica documentazione. In primo luogo, sarà necessario aprire una partita IVA agricola; sono previsti tre regimi fiscali: esonero, speciale, ordinario. Dopodiché l’agricoltore dovrà recarsi presso la Camera di Commercio e iscrivere nel Registro delle Imprese la propria attività e poi, ai fini previdenziali e assicurativi, aprire una posizione INPS e INAIL.

Nel caso in cui la propria azienda agricola dovesse vendere i propri prodotti, il titolare dovrà fare richiesta alla ASL della propria città; l’autorizzazione sanitaria è requisito fondamentale se si vogliono vendere i prodotti della propria terra al pubblico.

Per diventare un agricoltore riconosciuto dalla legge è altresì fondamentale ottenere il titolo di IAP (Imprenditore Agricolo Professionale). La Regione di appartenenza lo rilascia se il richiedente possiede determinati requisiti:

  • essere in possesso di conoscenze agricole certificate mediante diploma o laurea in agraria, oppure conseguite attraverso 3 anni di esperienza nel settore;
  • l’attività agricola deve rappresentare il 50% del proprio lavoro da cui si ricava il 50% del proprio reddito;
  • effettuare l’iscrizione presso la gestione previdenziale dell’agricoltura.

La legge consente di presentare domanda pur non soddisfacendo tutti i requisiti; è fondamentale, però, che questi vengano soddisfatti almeno entro i primi due anni di attività.
Dopo che la Regione rilascerà il titolo IAP, il passo successivo sarà di organizzare al meglio la propria attività: scegliere, dunque, quali dimensioni dovrà avere l’azienda, definire i propri obiettivi introducendo la possibilità di assumere del personale, analizzare minuziosamente l’andamento del mercato agricolo facendo una stima di eventuali entrate future.

Chiaramente come per ogni attività anche aprire una azienda agricola prevede dei costi fissi e variabili.

Quali sono i costi per aprire un’azienda agricola?

Le spese che dovrà sostenere il proprietario di una azienda agricola non differiscono da quelli che sostengono i proprietarie di altre imprese. In primo luogo ci sono i costi da sostenere per la contabilità; per mantenere in ordine i registri contabili è necessario l’aiuto di un commercialista, il cui costo parte da un minimo di 500 euro fino a massimo 1500 euro all’anno.

Inoltre, sono previsti i contributi INPS per un totale di 3000 euro all’anno circa. Anche le macchine utilizzate nella propria attività hanno un costo; chiaramente le spese variano da azienda ad azienda in base a ciò che intende fare. Infine, come ogni settore, anche quello agricolo non è esente dalla tassazione (IVA, IRPEF,IRAP); ciononostante il legislatore non ha voluto esercitare una forte pressione fiscale in quanto l’agricoltura svolge un’azione di presidio del territorio e spesso, a causa degli importanti eventi climatici, gran parte della produzione si perde.

Ogni agricoltore può anche usufruire di diverse agevolazioni che variano in base all’ente che le eroga e al periodo. Navigando sul sito della propria Regione di appartenenza è possibile reperire tutte le informazioni utili.

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